Crisi energetica, tasse e politica economica, giovani, lavoro, riforme costituzionali. I giovani di Politics Hub, associazione che ormai da qualche anno promuove l’interesse verso la politica, hanno incalzato con maestria i quattro esponenti dei principali partiti e coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni politiche. «Volevamo dimostrare che non siamo solo sui social» – ha detto in apertura il presidente Alessandro Lupi scherzando sullo sbarco di molti leader politici su Tik Tok a caccia di giovani.

Manuela Maffioli per la Lega e il centrodestra, Maria Chiara Gadda per Italia Viva/Azione, Roberto Rampi per il Pd, Alessandra Todde per il Movimento 5 Stelle hanno risposto alle cinque domande poste dai due intervistatori nel giardino quadrato del Museo del Tessile che ha ospitato il primo confronto elettorale a Busto Arsizio. Davanti ad una platea di circa 300 cittadini accorsi ad ascoltare, ecco come hanno risposto i quattro rappresentanti alle domande.

Crisi energetica

Tutti si sono detti d’accordo sull’implementazione delle energie rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico) ma è sul nucleare di nuova generazione che si è creata la prima spaccatura. Favorevoli Italia Viva/Azione e la Lega, contrari i 5 Stelle, tiepido il Pd con Rampi che non ne fa menzione. Tutti si sono poi riuniti sulla necessità di interventi urgenti per aiutare imprese e famiglie che rischiano di andare in bancarotta davanti alla bolletta energetica.

Sul tema delle tasse si è intravista la maggiore distanza tra i quattro. Maffioli ha rilanciato il tema dell’allargamento della flat tax anche alle famiglie con un quoziente famigliare, Rampi del Pd ha puntato tutto su un sostanzioso taglio del cuneo fiscale per aiutare le imprese a pagare meno e i lavoratori ad avere una mensilità in più. Per Todde dei 5 Stelle va rafforzato il Reddito di Cittadinanza (uno dei temi che ha acceso di più il dibattito, ndr). Maria Chiara Gadda ha parlato di privatizzazione e concorrenza come punti cardine del rilancio

Giovani

Il tema giovani è stato affrontato con due domande dai ragazzi di Politics Hub. La prima mirava a chiarire i dubbi sorti leggendo il programma su alcune proposte anche forti per i giovani

A Rampi è stato chiesto della fattibilità della cosiddetta dote maggiore età. Dare tanti ai soldi ai diciottenni tanti soldi è saggio? Era la domanda e l’esponente Pd ha difeso l’idea: «È un investimento per avere un Paese più dinamico. Si tratta di una misura corposa e d’impatto per superare vincoli che bloccano l’ascensore sociale. Lo Stato vuole essere un garante». Su coperture ed età a cui accedere a questa “dote” il Pd si dice pronto a discuterne. Todde è stata incalzata, invece, sulla proposta della pensione garanzia giovani per carriere intermittenti: «I lavori non continuativi sono un fatto che va affrontato con una contromisura. Per questo serve un sistema di garanzie che protegge. La pensione minima garantita per i giovani è una risposta in un contesto che non offre garanzie. Maria Chiara Gadda ha chiarito perchè serve, invece, più scuola (tema anche del Pd, ndr) e più formazione: «Si tratta di una scelta necessaria affinchè si agganci la scuola al lavoro. Dobbiamo far capire che anche le scuole professionali non devono essere demonizzate da famiglie. Lo abbiamo fatto con gli Its ma bisogna investire ancora di più». La leghista Manuela Maffioli ha spiegato cosa si intende per servizio militare o civile obbligatorio: «Ai ragazzi verrebbe data possibilità di scegliere se fare una cosa o l’altra. La cittadinanza attiva non sia solo teorica. I giovani non sono il futuro ma il presente e quindi è giusto coinvolgerli attivamente.

Riforme costituzionali

Infine è stato toccato il tema delle riforme costituzionali, tutti propongono qualcosa sul tema. Per Maria Chiara Gadda vanno risolti i problemi creati dal titolo V della Costituzione delle materie concorrenti e  superato il bicameralismo paritario ma anche  l’elezione diretta del presidente del Consiglio e la riforma della legge elettorale. Per Maffioli si deve tornare a parlare di autonomia regionale in alcune competenze e materie per dare risposte pertinenti e puntuali. Rampi, in accordo con Gadda,  ha parlato di superamento del bicameralismo paritario e di effetti distorsivi della legge elettorale e del taglio lineare dei parlamentari. No a elezioni dirette dei leader mentre sarebbe necessario introdurre lo strumento della sfiducia costruttiva che dia certezze di governo. Infine Todde dei 5 Stelle ha puntato su legge elettorale, sfiducia costruttiva e risoluzione dei conflitti d’interesse.